Marketing Trends 2026: guida strategica per CMO e aziende digitali

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Il panorama digitale è attualmente segnato da profonde trasformazioni: viviamo in un mondo in cui 6 miliardi di persone sono online e oltre un miliardo di utenti usa l’Intelligenza Artificiale almeno una volta al mese

In Exa Futures, abbiamo già analizzato come stia cambiando il modo in cui le persone cercano informazioni online e come l’AI abbia avuto un impatto sulla SEO, ma la Generative Engine Optimization (GEO) o la Answer Engine Optimization (AEO), non saranno le uniche tendenze a consolidarsi definitivamente nel 2026.

In questo articolo, esploriamo i trend 2026 cruciali per il business, provando a rispondere alle domande strategiche che ogni azienda dovrebbe porsi oggi.

Quali sono 3 key trend AI per il 2026?
Quali sono le tendenze 2026 del Social Media e della creator economy?
Come cambierà il comportamento dei consumatori nel 2026?
Quali sono i “key takeaways” e le priorità 2026 per i CMO?

Quali sono 3 key trend AI per il 2026?

L’AI non è più una novità, è il sistema operativo del marketing moderno. Ecco le tre tendenze principali per il prossimo anno, dal nostro punto di vista di consulenti di digital marketing ed esperti di e-commerce:

1) Il consolidamento della GEO (Generative Engine Optimization): l’Intelligenza Artificiale sta riscrivendo le regole della ricerca online, riducendo il traffico sui siti web, poiché gli utenti ottengono risposte dirette senza cliccare sui link. Nel 2026, il consolidamento di queste tendenze renderà l’ottimizzazione GEO un fattore cruciale per le aziende con un modello di business online (e.g. per essere la fonte autorevole che strumenti come Gemini o ChatGPT citano quando un utente chiede “Qual è il miglior divano per qualità-prezzo sotto i 1000 euro?” oppure “Skincare routine per pelle mista”). 

Già ad agosto 2025, un clic su cinque tra i referral di Walmart proveniva da ChatGPT, con un aumento del 15% rispetto a luglio (fonte: Digiday). 

2) Sofisticatezza delle piattaforme pubblicitarie (AI generativa + predittiva): al contempo, con l’AI, è aumentata la sofisticatezza delle piattaforme, sia per anticipare il bisogno del consumatore prima ancora che venga espresso attraverso una ricerca o un’azione (e.g. in base al tempo di permanenza su un’immagine, l’algoritmo potrà mostrare un prodotto o un servizio con un’alta probabilità di conversione), sia nel gestire l’intero customer journey su più canali (e.g. annuncio di awareness su YouTube, retargeting su Instagram, email di recupero carrello), sia per automatizzare la creazione di contenuti (descrizioni prodotto, post social, variazioni di creatività adv, etc.).

Tutto ciò, nel 2026, permetterà ai brand di comprendere meglio il proprio pubblico e di migliorare l’efficacia delle proprie campagne.

3) L’era degli “agenti AI” come Personal Shopper: strumenti come la “modalità agente” di ChatGPT, nel 2026, non si limiteranno a cercare informazioni, ma potranno interagire con servizi di terze parti per navigare online ed effettuare acquisti al posto delle persone, facendo risparmiare tempo. A conferma del trend, Google, con l’appoggio di alcune aziende come Mastercard, PayPal e American Express, ha recentemente rilasciato un framework per garantire la sicurezza di questo tipo di transazioni, mentre OpenAI ha annunciato una nuova versione del suo browser Atlas, con l’agente ChatGPT⁠ integrato per gli utenti Plus, Pro e Business.

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Quali sono le tendenze 2026 del Social Media e della Creator Economy?

Tra i trend 2026 del Social Media, abbiamo selezionato quelli più rilevanti per costruire strategie innovative e distinguersi in un mercato sempre più affollato. 

Diventa cruciale la comprensione del customer journey del proprio target, che nel futuro prossimo tenderà maggiormente a seguire percorsi unici online, attraverso marketplace e siti multimarca, siti dei brand e app social, come TikTok Shop.

Inoltre, abbiamo evidenziato come i brand potranno focalizzarsi su una comunicazione autentica, attraverso il coinvolgimento di creator e community di nicchia, senza dimenticare di misurare il ROI di questo tipo di iniziative.

■ TikTok e l’evoluzione del “Social Commerce”: con quasi 24 milioni di utenti attivi mensilmente in Italia, TikTok si sta consolidando come un canale full-funnel, non più solo per la discovery. La tendenza “See it, Buy it” è centrale nel 2026.
Shoppable post (anche sponsorizzati), demo live dei prodotti, collaborazioni con influencer e offerte esclusive sono possibili format da sperimentare per le aziende che hanno un e-commerce. Questa tendenza di digital marketing diventa ancora più importante, considerando che il social, non è più appannaggio dei soli giovanissimi, ma è utilizzato anche dalle generazioni più mature, con una maggiore possibilità di spesa. 

Nuove abitudini di ricerca: nonostante la ricerca tradizionale tramite motori di ricerca rimanga fondamentale, come menzionato precedentemente, soprattutto gli utenti più giovani stanno aggiungendo fonti di informazione più variegate alle loro attività di ricerca online (dalla ricerca su TikTok, alle risposte dei chatbot AI). A livello globale, la quantità di tempo che le persone trascorrono online è tornata ad aumentare: gli utenti internet globali dai 16 anni in su trascorrono in media 6 ore e 38 minuti al giorno su Internet e, in Italia, circa 5 ore e 39 minuti.

Interessante anche considerare il tempo trascorso utilizzando i social network a livello globale, superiore a 1 ora al giorno, che aumenta fino a 2 ore e mezzo, includendo le piattaforme video-centriche come YouTube e TikTok (fonte: Digital 2026 Global Overview Report – We Are Social).

Creator economy orientata al ROI: l’engagement rate, i like e le visualizzazioni non sono più considerate significative del successo di una collaborazione con i creator: poiché nel 61% delle aziende prevede di aumentare questo tipo di investimenti in nel 2026 (fonte: Kantar’s Media Reactions), sarà sempre più cruciale riuscire a dimostrarne l’impatto misurando metriche come il ROI. 

Creator e co-creazione con i brand: nel 2026, la chiave per partnership di successo sarà nelle collaborazioni a lungo termine, fondate su un allineamento tra i valori del brand e quelli dei creator. Sarà cruciale adottare processi di co-creazione dei contenuti che sappiano bilanciare l’autenticità e la creatività dei creator con l’esigenza di business e promozionale del brand (fonte: Kantar’s Media Reactions). 

Il potere delle micro-community: secondo l’analisi di Kantar, inoltre, le persone cercano spazi più ristretti dove poter instaurare dialoghi significativi e sviluppare un forte senso di appartenenza. Ecco perché le micro-community assumeranno un ruolo centrale nel social media marketing del 2026, privilegiando l’autenticità e il coinvolgimento organico dei brand (non promozionale, ma orientato a offrire un valore).

Messaging App: i social network e le piattaforme di messaggistica rimangono le destinazioni più popolari su internet (oltre il 97% degli adulti connessi visita almeno una piattaforma social ogni mese, fonte: Digital 2026 Global Overview Report – We Are Social). I dati suggeriscono un orientamento in Italia verso un uso dei social media più “intenzionale” per evitare lo “scrolling passivo”. I contenuti online sono sempre più un catalizzatore di conversazioni, con gli utenti che scoprono contenuti in-stream e li condividono in privato per avviare discussioni, piuttosto che limitarsi a postare.

Apprendimento tramite Video: la visione di video online nel 2026 continuerà a essere una fonte significativa di apprendimento; il 40.2% degli utenti internet globali (dai 16 anni in su) guarda video “how-to”, tutorial o video educativi ogni settimana.

Come cambierà il comportamento dei consumatori nel 2026?

Due direttrici opposte, ma in un certo senso complementari guideranno le scelte d’acquisto: l’evasione e l’etica.

Treatonomics ovvero la “cultura dei piccoli momenti di gioia”: questa tendenza per 2026 emerge come risposta all’attuale instabilità economica globale e ai profondi mutamenti nelle fasi cruciali della vita, come matrimoni, genitorialità o acquisto della prima casa considerate irraggiungibili da molte persone. In reazione a questo clima di incertezza e per contrastare il pessimismo, secondo il Global MONITOR di Kantar, il 36% dei consumatori è disposto a contrarre debiti a breve termine pur di “ricompensarsi”, concedendosi l’acquisto di beni che piacciono e per risollevare il proprio umore.

Inclusività come driver di crescita: il marketing inclusivo è fondamentale per la crescita dei brand, poiché permette di raggiungere segmenti di popolazione storicamente trascurati. Nel 2026, nonostante i recenti tentativi di ridurre gli investimenti nei programmi di Diversity & Inclusion, le aziende devono superare la comunicazione superficiale e iniziare a dimostrare il loro impegno attraverso azioni concrete e credibili. I dati confermano l’efficacia di questo approccio, con il 65% dei consumatori apprezza le aziende che sostengono la diversità, in aumento rispetto al 59% del 2021 (fonte: Global MONITOR di Kantar). 

Priorità e Key Takeaways per il 2026

Come preparare la tua organizzazione alle sfide di domani? Ti proponiamo 4 chiavi di lettura per interpretare il cambiamento e trasformarlo in vantaggio competitivo.

1. Integrare l’AI nella propria strategia: le aziende e i brand che saranno più veloci e più efficaci nell’adottare soluzioni di intelligenza artificiale nella propria strategia di marketing, nei propri prodotti e servizi, avranno un vantaggio competitivo e potranno crescere più velocemente. Le attività a cui dare priorità sono l’ottimizzazione GEO per il tuo sito, l’utilizzo di strumenti di AI generativa e predittiva nelle campagne pubblicitarie e, se gestisci un e-commerce, strutturarlo e renderlo accessibile agli agenti AI.

2. Il ritorno dell’esperienza umana: in un web saturato da contenuti percepiti come “artificiali”, l’esperienza umana diventa un asset premiante. Perciò ti suggeriamo di includere questi investimenti nella tua strategia marketing 2026: collaborazioni di lungo termine con creator (selezionati per affinità di valori con il tuo brand), comunicazione attraverso piccole community focalizzate su interessi e bisogni reali dei consumatori e creazione di contenuti “autentici”. Tutto ciò può contribuire a rafforzare quella fiducia nel brand che l’AI non può replicare.

3. Esplorare nuovi canali social nel proprio marketing mix: con l’ascesa del “Social Commerce“, nel 2026 può essere profittevole sperimentare campagne pubblicitarie su TikTok e TikTok Shop, soprattutto ora che questo canale è utilizzato anche da persone più mature e con maggiore potere di spesa. A nostro avviso, saranno potenzialmente molto efficaci, per attività top of the funnel, anche Spotify Ads (per esempio per ricordare promozioni con scadenza a breve termine oppure per promuovere una maggiore conoscenza di nuovi prodotti o servizi) e Pinterest Adv (soprattutto per brand orientati che sappiano adottare una comunicazione visiva in linea con lo stile della piattaforma).

4. Non dimenticare che i consumatori sono prima di tutto persone: l’ascolto dei loro bisogni attraverso ricerche di mercato o strumenti di social listening e di sentiment analysis online sarà sempre più fondamentale in futuro, per comunicare in un modo percepito come autentico, anche da parte delle categorie meno rappresentate.

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