Quanto spesso pubblicare sui social media

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Ma quanto dovrei pubblicare sui social? Questa è, molto probabilmente, la prima domanda che viene spontanea appena ci si approccia al mondo dei social media per conto di un business.

Che sia per un’azienda o per gettare le fondamenta del proprio personal brand, costruire una strategia che guidi la comunicazione sulle piattaforme è lo step fondamentale da affrontare per trovare il modo di raggiungere la propria audience di interesse.

All’interno di questa strategia, oltre a definire i temi e gli obiettivi della comunicazione, bisognerà anche precisare la frequenza di pubblicazione per ogni piattaforma; ecco quindi che arriviamo alla nostra fatidica domanda.

In questo articolo, con il quale speriamo di aiutarvi a trovare una risposta, abbiamo deciso di focalizzarci solo sui quattro social network più popolari ed utilizzati in Italia: Facebook, Instagram, TikTok e LinkedIn.

LA FREQUENZA DI PUBBLICAZIONE

Innanzitutto ci teniamo a sottolineare che, in linea generale, il calendario dei contenuti è qualcosa di molto soggettivo: ogni brand definisce la linea editoriale che meglio si adatta alla propria disponibilità e, soprattutto, all’attività che la propria audience ha sulle piattaforme. Risulterà infatti inutile e dispendioso definire una strategia che prevede una frequenza di pubblicazione molto elevata se, a livello aziendale, non si dispongono delle risorse necessarie ad occuparsene o, nel caso di un personal brand, si è impegnati con altre attività: si perseguirebbe un obiettivo poco raggiungibile che potrebbe portare ad un senso di sopraffazione e frustrazione, che non è assolutamente quello che vogliamo.

D’altro canto, essere in grado di poter pubblicare molte volte nell’arco di una giornata non porterà risultati se non ci assicuriamo prima che la nostra audience sia online nell’esatto momento in cui decidiamo di diffondere il nostro contenuto.

Ma come capire qual è l’equilibrio giusto per noi?

Ovviamente, come in tutte le cose, c’è sempre un punto di partenza: in questo caso ci vengono incontro alcune best practice che possiamo seguire fino a quando non ci sentiremo abbastanza sicuri da definire una strategia personale, appositamente modellata sulle nostre esigenze e obiettivi.

BEST PRACTICE DI FACEBOOK

È la pioniera di tutte le piattaforme social e, nonostante il suo utilizzo stia diminuendo tra i più giovani, nel quarto trimestre del 2023 aveva all’attivo oltre 3 miliardi di utenti mensili di cui più di 2 miliardi attivi giornalmente.

A livello di audience, un’analisi effettuata su base mondiale da Statista identifica la fascia di età 25-34 come quella più presente sulla piattaforma a gennaio 2024, confermando come la generazione dei millennials che ha visto nascere la piattaforma sia ancora la più attiva, subito seguita dalla fascia d’età 18-24. Per quanto riguarda il genere invece riporta la presenza di un pubblico maschile per il 56,8% e di un pubblico femminile per il 43,2%.

A livello di engagement, considerando il calo organico che sta tormentando tutte le piattaforme, Facebook sembrerebbe essere quella più colpita, tanto da “costringere” Meta ad inserire il paragrafo “Perché la copertura organica della mia Pagina è diminuita?” direttamente nel Centro Assistenza.

In ogni caso, qualora decideste di presidiare questo social, gli esperti di Hootsuite consigliano di pubblicare su Facebook da 1 a 2 volte al giorno. Brayden Cohen, Social Marketing Manager di Hootsuite sostiene che “i post quotidiani fanno crescere i follower 4 volte più velocemente di quelli pubblicati meno di una volta alla settimana.”

BEST PRACTICE DI INSTAGRAM

Possiamo dire che Instagram è oggi uno dei social network più utilizzati e, soprattutto, trafficati del momento. Con 2 miliardi di utenti attivi al mese è la quarta piattaforma social più utilizzata (dati a gennaio 2024) preceduta solo da Facebook, YouTube e WhatsApp.

Secondo i dati raccolti da Statista, a gennaio 2024 la sua audience si concentra principalmente sulla fascia 18-24 (con il 31,8% degli utenti), seguita a ruota dalla fascia 25-34 (l’esatto contrario di Facebook). Anche qui, però, il genere maschile è leggermente più presente, con il 50,6% vs. il 49,4% del genere femminile.

Nella maggior parte dei settori, Instagram rimane il social dove il Reach Engagement Rate (quindi la percentuale di utenti che hanno interagito con il contenuto dopo averlo visto – diverso dal classico Engagement Rate che si basa invece sul numero dei follower) risulta più alto. Per comodità nostra, Hootsuite ha raccolto gli engagement rate di tutte le piattaforme per settore, fornendoci degli utili benchmark di riferimento.

Dato l’alto traffico di contenuti presente sulla piattaforma, noi consigliamo di non esagerare con la pubblicazione per non provocare una possibile cannibalizzazione tra i contenuti: per questo, una calendarizzazione settimanale di 3 contenuti sul feed, utilizzando un mix di formati tra immagine, caroselli e reel, potrebbe essere un buon punto di partenza. In questo modo si avrà un doppio beneficio – rispetto alla pubblicazione di 1 post a settimana: da un lato aumenteranno le possibilità di essere inclusi nella sezione Esplora e raggiungere un nuovo pubblico, dall’altro si potrà testare cosa funziona meglio, e quando, per il pubblico che già ci segue.

Per quanto riguarda le stories Adam Mosseri, Head of Instagram, ci consiglia di pubblicare 2 stories al giorno, ma è possibile pubblicarne anche di più. Se preferite optare per diversi “set” di stories, potrebbe essere utile pubblicarle in momenti diversi della giornata, anziché diffonderle tutte in blocco, in modo da essere presenti nella sezione stories più volte nel corso delle 24h.

Ma, oltre alla frequenza di pubblicazione, su Instagram è molto importante scegliere il timing giusto: è essenziale riuscire a capire quando la propria audience è effettivamente online per massimizzare le possibilità di creare engagement sul contenuto e migliorarne la valutazione da parte dell’algoritmo. Per fortuna per questa analisi ci viene incontro la piattaforma stessa: nella sezione insight, infatti, è possibile avere visibilità sui giorni e le ore in cui la propria fanbase è più attiva.

Per visualizzare i dati basterà entrare sul proprio profilo e cliccare sulle tre lineette in alto a destra, per poi selezionare nell’ordine “insight” – “numero totale di follower” e, dopo aver impostato la finestra temporale di interesse (più ampio è l’intervallo, più i dati indicheranno il comportamento medio), si potrà consultare in fondo alla pagina la sezione “Periodi di maggiore attività”, dove sarà possibile esaminare lo schema orario e giornaliero. Per una maggiore precisione sarà poi possibile fare tap sul grafico per ottenere i numeri esatti.

BEST PRACTICE DI LINKEDIN

Il social che ha fatto del networking il suo core business. Ma non è solo questo ciò che diversifica LinkedIn dagli altri social, bensì il suo algoritmo: infatti, quando qualcuno interagisce con un post all’interno della piattaforma, questo verrà mostrato anche nei feed dei suoi collegamenti, aumentandone così la potenziale audience.

Parlando di pubblico, i dati a gennaio 2024 raccolti da Statista ci dicono che la fascia d’età più presente sulla piattaforma è la 25-34, con il genere maschile al 56,4% e quella femminile al 43,6%.

In generale, dalle best practice di LinkedIn cogliamo il consiglio di pubblicare almeno 1 volta al giorno e di testare la pubblicazione in diversi momenti della giornata per capire, anche qui, cosa funziona meglio per la propria audience.

Ma se la pubblicazione giornaliera è troppo complessa da gestire per la tua organizzazione, si può valutare una calendarizzazione più concentrata: nello specifico è meglio sfruttare i giorni feriali, specialmente dal lunedì al mercoledì, quando le persone sono più operative e più concentrate sui temi di business, e preferire la fascia mattutina – idealmente tra le 9 e le 11.

Infine, la metrica che viene valorizzata meglio dalla piattaforma sembrerebbe essere il commento, perciò è importante stimolare quanto più possibile le conversazioni, sia nei copy – magari tramite domande alla community – che in risposta ai commenti stessi, cui LinkedIn consiglia di rispondere il più possibile in tempo reale.

BEST PRACTICE DI TIKTOK

Eccoci infine alla piattaforma più in voga del momento, con un totale di 1,5 miliardi di utenti attivi a gennaio 2024 e il podio delle app più scaricate in più di 40 paesi.

I nostri, ormai fidati, dati globali raccolti da Statista a gennaio 2024 ci informano che la fascia d’età principale della piattaforma, senza nessuna sorpresa, è la 18-24, composta al 18% dal genere femminile e al 18,6% da quello maschile. Al secondo posto invece, la fascia 25-34 anni, composta per il 15% da utenti femminili e per il 17,6% da utenti maschili.

In questo caso, al contrario di tutti i social visti in precedenza, la frequenza di pubblicazione consigliata è esageratamente diversa: TikTok stesso consiglia di pubblicare da 1 a 4 contenuti al giorno, in modo da testare come vengono accolti i contenuti dalla propria audience. Questo perché, secondo la piattaforma, “i contenuti pubblicati viaggiano liberamente sulla piattaforma raggiungendo gli utenti in base ai loro interessi. Per catturare nuovo pubblico, la chiave è condividere continuamente contenuti freschi e diversi”.

Nonostante ciò, è perfettamente comprensibile che una frequenza di questo tipo sia davvero difficile da mantenere con regolarità. Molto meglio perciò mirare ad una calendarizzazione più realistica che permetta di mantenere la costanza nella pubblicazione, essenziale per riuscire a raggiungere un pubblico nuovo e più vasto: potrebbe essere quindi un buon punto di partenza la pubblicazione di 3-5 post a settimana.

Se avete appena aperto il profilo, inoltre, è bene testare anche il timing di pubblicazione. Hootsuite ha effettuato alcuni test su oltre 30.000 post nel 2022, calcolando così le migliori combinazioni tra giorni e ore per postare. Potete quindi partire da questa analisi per poi personalizzare la calendarizzazione con il tempo, sulla base dei risultati che otterrete:

Ecco quindi la nostra breve guida sulla frequenza di pubblicazione, che speriamo vi aiuti ad orientarvi nel fitto mondo del Social Media Management. Come abbiamo già detto in questo articolo, vi invitiamo ad utilizzare i dati forniti qui come guide per cominciare a creare la vostra calendarizzazione dei contenuti, e non come dati certi e sicuri su cui fondare tutta la vostra strategia.

EXTRA TIP: se hai paura di non avere tempo e/o risorse per creare tutti i contenuti necessari a popolare il tuo calendario editoriale come vorresti, potrebbe essere un’ottima idea approfittare di due delle attività più conosciute nel mondo della comunicazione social: le collaborazioni e l’influencers marketing. In questo modo sarà possibile coinvolgere i creator – in target con il proprio pubblico – nella creazione dei contenuti e trarne così un doppio beneficio: da una parte questo vi aiuterà ad arricchire e completare il vostro piano editoriale, dall’altra il diverso punto di vista del creator sul vostro prodotto o servizio potrebbe portare alla realizzazione di contenuti freschi e diversificati.

In effetti, noi stessi abbiamo adottato questa strategia per la gestione del canale TikTok di Istituto Secoli, scuola di moda presente a Milano e Novara: abbiamo chiesto ad alcuni studenti di creare dei contenuti all’interno della scuola, coinvolgendone gli alunni e producendo così dei format spontanei e genuini che mostrassero la vita all’interno dell’istituto, da pubblicare poi sul canale TikTok del cliente.

Provate, testate e, assolutamente sì, sbagliate; solo così potrete raccogliere abbastanza informazioni per capire quello che funziona meglio per voi e che – ATTENZIONE! – non è detto che funzioni per altri.

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