digital advertising exa futures ads

Digital Advertising: cos’è e quali sono le tipologie degli annunci

Reading time: 14 minutes

Da un rapporto dello IAB (Interactive Advertising Bureau) del 2019, emerge che il mercato della digital advertising in Europa è in crescita del 12,3% rispetto all’anno precedente. (fonte: https://iabeurope.eu/wp-content/uploads/2020/08/IAB-Europe_AdEx-Benchmark_2019-Report_FINAL.pdf)

La spesa complessiva europea in digital advertising è stata di 64,8 miliardi (ovvero il 50,4% di tutta la spesa in pubblicità) e di questi, l’86% si concentra in 10 paesi: UK, Germania, Francia, Russia, Italia, Spagna, Svezia, Olanda, Svizzera, Norvegia.

Da recenti studi, il 64% delle persone afferma di essere stato influenzato nell’acquisto di un prodotto o servizio guardando un video online e il 52% delle decisioni d’acquisto può essere fatto risalire a Facebook. (fonte: https://www.studiosamo.it/il-nuovo-report-di-facebook-sullevoluzione-del-percorso-di-acquisto/)

Le persone trascorrono così tanto tempo online che sarebbe impensabile non tenere in considerazione l’universo digital nelle strategie di advertising.

Online, infatti, è dove si trovano le persone: se vuoi raggiungerle, devi essere presente, parlare con loro, generare brand awareness, aumentare i contatti, concretizzare le vendite.

Ecco perché la pubblicità digitale è così importante.

In questo articolo introduttivo dedicato alla digital advertising, vedremo insieme:

  1. cos’è la digital advertising
  2. cosa rende efficaci gli annunci digitali
  3. la differenza con la pubblicità tradizionale
  4. i vantaggi della digital advertising
  5. quali sono le tipologie di annunci
Business photo created by rawpixel.com – www.freepik.com

Cos’è la digital advertising?

Provando a darne una definizione concisa, si tratta del processo di pubblicazione di materiale promozionale attraverso piattaforme online come social media, motori di ricerca, siti web e qualsiasi altro programma a cui è possibile accedere digitalmente.

Proprio perché le persone, quindi i consumatori, trascorrono la maggior parte del loro tempo su Internet, la Digital Advertising ti aiuta a portare la tua attività proprio dove si trova il tuo pubblico.

Cosa rende unica la pubblicità digitale?

La risposta è immediata: il suo potere di sfruttare la popolarità di siti affidabili come Google, Facebook, Instagram, YouTube, TikTok, LinkedIn e tanti altri.

Per fornire servizi ai propri clienti, infatti, queste piattaforme mettono a disposizione i loro spazi pubblicitari, ovviamente a pagamento.

Per avere un’idea della potenza di queste piattaforme, ecco alcune statistiche:

  1. La spesa pubblicitaria globale in digital advertising dovrebbe superare i 345.000 milioni di dollari già nel 2020. Il segmento più ampio di questo mercato è la Search (una tipologia di pubblicità di ricerca che vedremo più avanti) con un volume di mercato previsto di 148.488 milioni di dollari nel 2020 (fonte: https://www.statista.com/outlook/216/100/digital-advertising/worldwide);
  2. Secondo Google, sono 3,5 miliardi le ricerche effettuate dagli utenti ogni giorno (fonte: https://www.internetlivestats.com/google-search-statistics/);
  3. Il volume delle ricerche su Google aumenta di circa il 10% ogni anno (fonte: https://www.teamsystem.com/store/blog/news/google-un-anno-di-ricerche/);
  4. I ricavi della pubblicità digitale negli Stati Uniti, nei primi sei mesi del 2019, hanno raggiunto la cifra record di 54,9 miliardi di dollari (fonte: https://iab.it/mercato-pubblicitario-usa-digital-2019-549-miliardi-di-dollari-nel-primo-semestre/);
  5. Il 35% delle ricerche riguarda i prodotti, mentre il 34% delle ricerche locali con la parola chiave “vicino a me” porta gli utenti a visitare il negozio fisico.

Gli annunci digitali possono aiutarti a raggiungere le persone giuste con il messaggio giusto

Perché la digital advertising è così utile? Perché ti consente di raggiungere le persone giuste, con il messaggio giusto, al momento giusto.

Gli annunci digitali funzionano utilizzando gli strumenti pubblicitari del web per ricercare, gestire, monitorare, analizzare e migliorare le campagne pubblicitarie online.

La pubblicità sui media digitali non si limita a pubblicare rapidamente gli annunci sulle varie piattaforme: se progettata in modo efficace, essa si integra perfettamente nella user-experience dell’utente, riportandolo al tuo sito e alla tua attività. In maniera naturale e per nulla invadente.

Gli annunci digitali possono essere personalizzati per massimizzare la pertinenza per il tuo utente target, per poi, successivamente, provare a massimizzare il tasso di conversione.

Poiché si tratta appunto di un processo digitale, è possibile monitorare e tracciare praticamente ogni passaggio che l’utente compie in relazione al tuo annuncio.

Dipende da dove e come lo fai

La digital advertising non è esclusivamente un’azione sempre uguale a sé stessa, o meccanica: anzi, ha effetti molto diversi tra loro, che variano in base alla piattaforma e alla modalità utilizzata.

Data la varietà e la diversificazione degli annunci digitali, alcune aziende troveranno Google Ads più idoneo alle loro esigenze, per altre saranno ideali gli annunci di LinkedIn, mentre per altre ancora le adv su Facebook o Instagram saranno l’arma perfetta per ottenere maggiore visibilità o aumentare le vendite.

Ogni piattaforma ha pro e contro, il proprio target di riferimento e le strategie più efficaci: chi è in grado di eseguire campagne Google Ads, ad esempio, potrebbe avere difficoltà con gli annunci di Facebook o viceversa.

Foto di Jose Francisco Fernandez Saura da Pexels

L’advertising sui media digitali non è come la pubblicità tradizionale

Nella pubblicità tradizionale è difficile monitorare come le persone reagiscono effettivamente al tuo annuncio: non è possibile infatti attribuire una vendita a uno specifico annuncio o a una specifica campagna.

Partendo da questa constatazione, possiamo dare un’altra definizione di digital advertising: una pubblicità che sai che funziona, perché puoi vedere, spesso in tempo reale, se stai ottenendo risultati.

Inoltre, trattandosi di annunci digitali, hai anche dalla tua la possibilità di vedere quali annunci stanno funzionando (e performando) più di altri e modificare quelli che, invece, stanno ottenendo meno risultati.

La grande migrazione

Uno studio del Pew Research Institute (fonte: https://www.pewresearch.org/) del 2019 ha rilevato che circa il 90% delle persone negli Stati Uniti utilizza Internet regolarmente, mentre nei primi anni 2000 la percentuale era circa del 50% (fonte: https://www.pewresearch.org/internet/fact-sheet/internet-broadband/).

Lo studio ha rilevato divari insignificanti basati su etnia, nazionalità o sul sesso. Un’unica, piccola variazione del 17% si osserva invece in base al reddito. È stato riscontrato che il divario maggiore nell’utilizzo di Internet è basato sull’età. Tuttavia, il 66% delle persone con più di 65 anni utilizza Internet.

Possiamo quindi aspettarci che questa tendenza a un utilizzo sempre più diffuso del web continui a crescere in futuro.

Ecco perché è redditizio utilizzare questa enorme possibilità che la contemporaneità fornisce potenzialmente a ogni business.

Perché la pubblicità sui media digitali ha così tanto successo

Prendiamo in prestito gli aggettivi che ha utilizzato la rivista Forbes in merito alla Digital Advertising: è conveniente, specifica e facile da usare. Questo riassume tutto.

È conveniente, scalabile, mirata

La pubblicità digitale è conveniente. Puoi semplicemente iniziare la tua pubblicità digitale con un minimo di pochi euro/dollari al giorno. E a mano a mano che cresci, aumenti il budget dedicato. Il processo è il seguente: analizza, testa, ottimizza e massimizza il ritorno sull’investimento.

La convenienza non consiste esclusivamente nel risparmio di risorse economiche: grazie al suo funzionamento con un metodo “ad asta”, infatti, indipendentemente dalla spesa complessiva, puoi competere per gli stessi spazi di importanti advertiser.

Un’altra peculiarità dell’advertising sui media digitali risiede nella sua facilità di utilizzo, nonché nelle opportunità che offre: utilizzando i dati raccolti dalla tua azienda o da una piattaforma di social media, ad esempio, puoi raggiungere il tuo target in modo mirato. Ciò significa che potresti pubblicare 5 diversi annunci rivolti a 5 diversi tipi di clienti: ogni cliente vedrà l’annuncio più pertinente.

La digital advertising ha senso per le piccole imprese?

Oltre a tutti i vantaggi già descritti, la pubblicità sui media digitali è la migliore amica delle piccole imprese. Non è necessario un enorme budget di marketing aziendale per fare Digital Advertising. Con le strategie giuste, puoi ottenere grandi risultati ed enormi soddisfazioni, e chissà, magari provare a scansare un’azienda più grande!

https://www.piqsels.com/

Digital advertising: la varietà degli annunci

Ecco le principali tipologie di annunci che è possibile utilizzare in digital advertising:

  1. Display advertising
  2. Video advertising
  3. Search advertising
  4. Native advertising
  5. Remarketing
  6. Audio advertising
  7. Email marketing
  8. Social Media Ads
  9. Content Marketing
  10. Influencer Marketing

Display advertising

La pubblicità display è un modo per attirare gli utenti di un sito web, di un social media o di altri mezzi digitali, e invitarli a intraprendere un’azione specifica. Può trattarsi di immagini o video che incoraggiano l’utente a cliccare, atterrare su una pagina di destinazione e rispondere a una call to action (un acquisto, un’iscrizione, etc.).

La maggior parte delle campagne display viene impostata in base al CPM (costo per mille), ovvero il costo per 1000 impressioni dell’inserzione pubblicitaria. Ultimamente questa tipologia di adv è utilizzata sempre più spesso per campagne di retargeting (di cui ci occuperemo più avanti).

Video advertising

Gli annunci video sono decisamente una delle tipologie più in crescita dell’intera digital advertising: pare che entro il 2022 i video online rappresenteranno oltre l’82% di tutto il traffico sul web. (fonte: https://www.cisco.com/c/en/us/solutions/collateral/executive-perspectives/annual-internet-report/white-paper-c11-741490.html)

Secondo recenti studi, il 66% delle persone preferirebbe guardare un breve video per conoscere un prodotto o un servizio, e gli utenti avrebbero il doppio delle probabilità di condividere contenuti video con gli amici rispetto a contenuti presentati in altri formati. (fonte: https://www.wyzowl.com/video-marketing-statistics-2020/)

Un altro studio, che ha analizzato oltre tre miliardi di impressioni di annunci a livello globale per un periodo di sei mesi, ha rivelato che i potenziali clienti hanno una probabilità 27,4 volte maggiore di fare clic sugli annunci video rispetto ai banner standard (fonte: https://www.prweb.com/releases/2012/9/prweb9890824.htm).

La piattaforma principe per questa tipologia di digital advertising è senza dubbio YouTube.

Al suo interno si possono utilizzare i seguenti formati di annunci:

  1. In-stream ignorabili, consentono all’utente di skippare l’annuncio dopo 5 secondi di visualizzazione;
  2. In-stream non ignorabili, non consentono lo skip e devono essere visti per intero;
  3. Bumper, annunci non ignorabili della durata massima di 6 secondi.

Se vuoi approfondire la guida ufficiale sui formati degli annunci video di Google, clicca qui.

Oltre alla piattaforma video per eccellenza, gli annunci video sono parecchio utilizzati anche all’interno dei social media e, sempre più, della pubblicità programmatic, ovvero quel tipo di advertising basato su sistemi di monitoraggio come cookie o pixel (fonte: https://biteable.com/blog/what-is-programmatic-video-advertising/).

Search advertising

Oltre la metà delle visite a un sito web inizia in un motore di ricerca: una grande percentuale degli utenti che cercano (un prodotto, un servizio, soluzioni per i loro problemi) ha un’intenzione elevata . In molti casi, infatti, un annuncio può convincerli ad acquistare immediatamente.

Nonostante le varie forme che la search advertising può assumere, il concetto è sempre lo stesso: posizionare l’annuncio sopra, sotto o accanto ai risultati della ricerca.

Photo by Duncan Meyer on Unsplash

La posizione dominante di Google sul mercato ha portato la sua piattaforma pubblicitaria, Google Ads (ex AdWords), a diventare leader in termini di pubblicità sui motori di ricerca. Tuttavia, questi servizi sono offerti anche da altri motori di ricerca, come Bing e Yahoo.

La search advertising sui motori di ricerca, conosciuta anche con l’acronimo di SEA (Search Engine Advertising) è una branca della SEM (Search Engine Marketing) che include tutte le attività di web marketing volte ad aumentare la visibilità e la rintracciabilità di un sito web con l’uso dei motori di ricerca.

A differenza dell’ottimizzazione per i motori di ricerca (SEO), che si concentra sul posizionamento organico di parole chiave e siti web, la search advertising inserisce l’annuncio a pagamento direttamente nei risultati dei motori di ricerca.

La search advertising funziona in base al CPC (costo per clic), in maniera tale che l’inserzionista pagherà solo ogni qualvolta un utente farà clic sul suo annuncio e verrà quindi reindirizzato alla pagina di destinazione.

Per scoprire dati e statistiche aggiornate al 2024 del mondo del PPC (Pay per Click) in Google Ads clicca qui.

Native advertising

La particolarità della pubblicità nativa è quella di creare annunci che siano così coesi e coerenti con il contenuto che l’utente sta fruendo (anche in termini di design della pagina o del sito in cui sono ospitati), da non essere percepiti come “corpi estranei” ma, anzi, come parte integrante del contenuto che si sta leggendo, ascoltando o guardando.

La native advertising punta quindi alla creazione di un flusso unico di fruizione dei contenuti, di un’esperienza che vorrebbe essere senza soluzione di continuità per l’utente, in un perfetto processo di ottimizzazione della user-experience.

Rispetto alla pubblicità tradizionale, come un banner su un sito web ad esempio, questi annunci vengono visualizzati nei feed dei social media, sui siti web di notizie o come contenuti consigliati in una pagina e si inseriscono nella sessione di navigazione dell’utente in maniera più organica.

Remarketing (o retargeting)

Ti sarà capitato spesso di vedere (o rivedere) l’annuncio di un prodotto che stavi per acquistare o che hai lasciato nel carrello di uno shop online senza procedere con l’acquisto.

Ecco, questo è il remarketing: un modo molto efficace per ricordarti queste azioni incompiute e reindirizzarti gentilmente verso la finalizzazione di quell’azione. Questo processo avviene grazie al sistema dei cookie, dei tag o dei pixel.

Piattaforme come Google Ads e Business Manager, ad esempio, offrono la possibilità di fare remarketing: una volta impostato il rispettivo tracker, l’annuncio richiesto verrà mostrato nuovamente a un particolare pubblico che ha già interagito con la pubblicità, visitato il sito web o visualizzato il video.

Il remarketing, quindi, implica il targeting di utenti con cui, direttamente o indirettamente, hai già interagito.

Il remarketing può aumentare le percentuali di clic del 400%, raddoppiare il normale ROI dell’annuncio, aumentare i ricavi del 30% o più, ed è il modo migliore per massimizzare le conversioni su tutta la linea. (fonte: https://www.wordstream.com/blog/ws/2015/10/21/shopping-remarketing-lists)

Audio advertising

Questa tipologia di adv è in forte espansione grazie al successo dei servizi di streaming musicale e soprattutto della sempre più crescente fruizione dei podcast.

Photo by Heidi Fin on Unsplash

Il settore dell’audio advertising include tutte le entrate pubblicitarie generate tramite annunci audio pre e in-stream che vengono riprodotti automaticamente tra una canzone e l’altra e tra i podcast. I formati possono essere spot singoli, spot tandem o formati pubblicitari speciali come presentazioni, promozioni in diretta e spot pubblicitari direttamente incorporati nel file audio.

Si prevede che, a livello globale, la spesa pubblicitaria del settore raggiungerà i 4.558 milioni di dollari nel 2020 e dovrebbe mostrare un tasso di crescita annuale, tra il 2020 e il 2025, del 14,1%, con un volume di mercato previsto di 8.809 milioni di dollari entro il 2025 (fonte: https://www.statista.com/outlook/20220/100/digital-audio-advertising/worldwide).

Email marketing

Il 72% del pubblico in generale e l’86% degli acquirenti aziendali afferma di preferire la posta elettronica come mezzo per comunicare con le aziende, inclusi gli annunci.

E la diffusione del canale non sembra arrestarsi: nel 2018 si è registrata una forte crescita, con una media di 281 miliardi di email scambiate ogni giorno; secondo le proiezioni degli esperti, nel 2022 saranno 333 miliardi (https://www.statista.com/statistics/456500/daily-number-of-e-mails-worldwide/).

Poiché l’email è prediletta, avrai la possibilità di ottenere tassi di coinvolgimento molto più elevati. Il ROI sulla pubblicità tramite posta elettronica, infatti, può arrivare a valori anche molto significativi: secondo lo studio “Marketer email tracker 2018”, può toccare i 38 dollari per ogni dollaro speso. E questo rende l’email la forma di pubblicità con il ROI più elevato (https://blog.mailup.it/2019/11/vantaggi-email-marketing/).

Tuttavia, utilizzare l’email come strumento pubblicitario non è così semplice come potrebbe sembrare. Riuscire a ottenere questo tipo di ROI implica diversi fattori come:

  • Possibilità di ottenere abbonati di qualità (non acquistando semplicemente mailing list);
  • Livello di coinvolgimento con gli abbonati (ingaggiandoli con contenuti e informazioni utili);
  • Conservazione degli abbonati e accesso a strumenti di automazione e segmentazione.

Social media advertising

Nel 2019, l’utilizzo medio giornaliero dei social media da parte degli utenti in tutto il mondo è stato pari a 144 minuti al giorno. Negli Stati Uniti, ad esempio, questo dato si attesta sui 123 minuti (fonte: https://www.statista.com/statistics/433871/daily-social-media-usage-worldwide/).

Fatta questa doverosa premessa, l’opportunità di pubblicare annunci pubblicitari sulle piattaforme social offre un modo diretto e misurabile per indirizzare le persone interessate al tuo sito web.

La maggior parte della pubblicità sui social media si basa su ampi dati demografici, sugli interessi e sui comportamenti raccolti dai motori di ricerca.

Oltre a selezionare il target sulla base di dati demografici di alto livello – come città, sesso o età -, questa tipologia di pubblicità consente di puntare a un target ancora più preciso e specifico per massimizzare la pertinenza dell’annuncio rispetto al singolo utente-target.

Quindi, più specifici e mirati si riesce a essere, sia con il pubblico che con l’annuncio, migliore sarà il rendimento dell’advertising.

La pubblicità sui social media si basa su inserzioni testuali, video e display, e viene veicolata esclusivamente all’interno delle piattaforme social e dei network di loro proprietà (come, ad esempio, l’Audience Network di Facebook- https://www.facebook.com/business/news/audience-network).

Content marketing

Ti ricordi la nostra domanda “Cos’è la digital advertising”?

In un primo momento potresti non pensare al content marketing, ma se il 90% dei dipartimenti marketing utilizza proprio il content come strumento di marketing, forse un motivo ci sarà.

Il contenuto attira le persone interessate: parla loro dei tuoi prodotti o dei tuoi servizi, senza pagare per lo spazio pubblicitario digitale.

Il Content Marketing non è di certo veloce come le adv che abbiamo appena visto (a meno che non utilizzi annunci a pagamento per amplificarne gli effetti), però può aiutarti a ridurre i costi pubblicitari nel tempo.

Consideralo come un magnete per attirare quante più persone possibile sul tuo sito web: nel tempo saranno sempre di più, inizieranno a fidarsi di te, della tua azienda, si fidelizzeranno e, perché no, acquisteranno i tuoi prodotti o servizi.

Mockup photo created by rawpixel.com – www.freepik.com

Influencer marketing

Il Cambridge Dictionary definisce un influencer come qualcuno che influenza o cambia il modo in cui si comportano le altre persone.

Bene, l’influencer marketing funziona – e non poco – semplicemente perché le persone sono influenzate da altre persone e trovano nel passaparola una delle fonti più affidabili di consigli.

Follower e brand vanno a braccetto: ci sono influencer che sulla Rete hanno un grosso seguito e possono quindi influenzare un alto numero di persone.

Il tuo potenziale cliente può guardare a questi influencer come esperti di vari prodotti o servizi che vendi e fidarsi dei suoi consigli.

Attuare una buona strategia di influencer marketing, quindi, è un ottimo modo per un’azienda di far conoscere il proprio marchio a un pubblico più ampio.

La digital advertising è la migliore alleata del business

Speriamo di essere riusciti a darti un quadro generale delle principali tipologie che compongono l’universo della digital advertising.

In conclusione, non ti rimane che implementarla nella strategia di marketing della tua azienda o del tuo brand.

In Exa Futures sappiamo bene che fare le cose in modo accurato e dedicato è fondamentale per offrire una consulenza di qualità, che apporta un reale valore al cliente in termini di massimizzazione dei risultati.

Scopri come lo abbiamo fatto per Lavazza, per Aldo, Giovanni e Giacomo, per Ricola e per tanti altri: https://exafutures.com/it/digital-agency

Quindi, se sei pronto a programmare una strategia di digital advertising, ma hai bisogno di assistenza e supporto per ottenere i risultati desiderati, non esitare a contattarci: siamo come sempre felici di rispondere alle tue domande o curiosità sul meraviglioso mondo del MarTech.

Se hai apprezzato questo contenuto e ti piacerebbe a riceverne altri, sempre nuovi e aggiornati, iscriviti alla nostra newsletter cliccando qui.